
2) Gli ultimi anni della guerra
Il Comune di Filattiera, come tutti i Comuni italiani durante il periodo fascista, è stato governato, a partire dal 1926, da un Podestà.[1] Negli ultimi anni della guerra si sono succeduti Francesco Campolonghi, Giovanni Battista Varoli, che rimane in carica fino al 15 agosto 1943, il Commissario Prefettizio Calisto Cappelli in carica dall’agosto 1943 al 30 luglio 1944 e Attilio Bergamaschi che rimane in carica dal 31 luglio 1944 all’aprile 1945.
Il 27 aprile 1945 assume le funzioni di Sindaco, in attesa delle elezioni, il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N.) di Filattiera Ing. Cesare Voglino[2], posto a capo del comune, dopo l’arrivo degli Alleati, dal C.L.N. Alta Lunigiana con sede a Pontremoli.
Del C.L.N. di Filattiera, che dipendeva dal sottocomitato C.N.L. Alta Lunigiana di Pontremoli, facevano parte oltre a Cesare Voglino, Francesco Martinelli, Emanuele Albano, Mario Nadotti, Palmiro Leonardi e Andrea Pagani.
Tra le prime delibere assunte vi sono il licenziamento “a far tempo dal 1 maggio 1945” di tre vigili annonari e di due impiegati: un uomo e una donna; questi ultimi perché coinvolti con il passato regime, uno “già Segretario del Fascio Repubblicano di Filattiera” come si legge nella relativa delibera.[3] Una forma di spoil system[4] non cruento in un periodo molto contrastato e violento.
Il 19 maggio 1945, “Sentito il parere favorevole di tutti i membri di questo Comitato di Liberazione” il Presidente del Comitato di Liberazione e Sindaco facente funzioni Ing. Cesare Voglino, delibera “di nominare Sindaco del Comune di Filattiera, fino a quando non vi saranno le regolari elezioni, il Sig. Capiferri Dr. Umberto di Alessio, proveniente dalle file dei patrioti” . Nella stessa data viene nominata la Giunta Comunale formata da:
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Ferrari Gen. Carlo fu Mario
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Balestracci Luigi fu Vittorio
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Pagani Andrea fu Giovanni
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Cecconi Michele fu Zeffirino
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Mori Alfredo di Luigi
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Taddei Pietro di Annibale
che vengono qualificati come “persone tutte che mai hanno collaborato con le autorità nazi-fasciste e che posseggono i requisiti richiesti per ricoprire tale carica” [5]
Nella stessa delibera vengono anche nominate la Commissione dell’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) e la Commissione per la distribuzione del vestiario offerto dalla Croce Rossa Americana, a testimonianza dell’importanza che in quel periodo avevano gli interventi assistenziali e di soccorso a una popolazione stremata dalla guerra; l’elenco ufficiale dei poveri contiene in quel periodo oltre cento nominativi.
Nella stessa giornata del 19 maggio 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale di Filattiera riunito in seduta plenaria, “constatata l’esistenza presso il tesoriere del Comune della somma di lire 224.366 costituente l’importo di sussidi non versati a famiglie di militari della cosiddetta repubblica sociale italiana” ne dispone il sequestro assegnando 90.000 lire al Comune di Filattiera, per pareggiare uno scoperto di cassa con il Tesoriere, mentre le residue 134.366 lire vengono assegnate all’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) per interventi e sussidi a favore delle persone bisognose del Comune.[6]
Il nuovi organi provvisori del Comune di Filattiera, nominati dal Presidente del C.L.N., si riuniscono per la prima volta il 16 giugno 1945. Rispetto alla composizione iniziale non compaiono più tra gli Assessori il generale Ferrari Carlo e Mori Alfredo, sostituiti da Taruffi Oreste e Bianchi Eugenio.[7] La Giunta così composta e presieduta dal Sindaco Dr. Umberto Capiferri, prende atto delle decisioni del Comitato di Liberazione Nazionale di Filattiera che all’arrivo degli alleati aveva allontanato dal servizio due dipendenti compromessi con il passato regime e con le forze di occupazione tedesche, approvando il provvedimento all’unanimità perché “ispirato al senso della più alta giustizia”.
Nella stessa seduta su proposta del Sindaco “allo scopo di ricordare ai posteri gli eroi di Filattiera che in questo periodo hanno dato la loro vita per salvare l’Italia dalla dominazione nazi-fascista” vengono cambiate le denominazioni di alcune vie e piazze:
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Piazza Castello a Filattiera che cambierà in” Piazza Pagani Glicerio” [8]
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Via Roma a Filattiera che cambierà in “Via Pietro Volpi”
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Borgata Casale a Gigliana che cambierà in” Borgata Antolini Gino, Bernabovi Lino”
La relativa delibera n. 6 del 16 giugno 1945 non viene però approvata dalla regia Prefettura di Apuania, che all’epoca esercitava il controllo sugli atti dei Comuni, con la seguente motivazione : “le persone sopra elencate erano morte da meno di 10 anni”.
E’ interessante notare come tutte le delibere comunali di questo periodo recano nelle premesse la dicitura :”Sentito il parere del locale C.L.N.” il Comitato di Liberazione Nazionale di Filattiera.
Dal 15 settembre 1945, nei verbali delle delibere, compare come Sindaco Leoncini Emilio al posto del Dr. Capiferri Umberto, mentre i componenti della Giunta rimangono invariati. Non sono stati rinvenuti atti intermedi che spieghino l’avvicendamento. Probabilmente a seguito di una investitura informale da parte del C.N.L.
Il 13 ottobre 1945 cambia anche la composizione della Giunta: il Sindaco è sempre Emilio Leoncini e gli Assessori sono:
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Pagani Andrea
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Cecconi Michele
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Ricci Virginio
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Barella Domenico
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Bianchi Eugenio
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Simoncelli Giovanni
Questi organi di governo traghettano il Comune alle prime elezioni comunali del dopoguerra che si terranno il 17 marzo 1946, circa tre mesi prima del Referendum istituzionale e delle elezioni per l’Assemblea Costituente che si svolsero il 2 giugno 1946.
[1] In Italia il regime fascista introdusse la figura del podestà con la legge 4 febbraio 1926, n. 237, una delle cosiddette leggi fascistissime. Dal 21 aprile 1927 al 1945 gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal Sindaco, dalla giunta e dal consiglio comunale furono trasferite al podestà, nominato con regio decreto per cinque anni e in ogni momento revocabile.
[2] Dal Registro delle Deliberazioni del Podestà 9.1.1941- 31.12.1945, schedato al n. 258, nell’Archivio Comunale di Filattiera.
[3] Deliberazioni n. 28, 29 e 30 del 27 aprile 1945, in Registro delle Deliberazioni del Podestà 9.1.1941- 31.12.1945, schedato al n. 258, nell’Archivio Comunale di Filattiera.
[4] Sistema che permette alla parte politica vincitrice delle elezioni, di collocare persone di fiducia nei posti chiave dell’apparato burocratico distribuendo la titolarità di uffici pubblici e quindi posizioni di potere.
[5] Deliberazione n. 33 del 19 maggio 1945 in Registro delle Deliberazioni del Podestà 9.1.1941- 31.12.1945, schedato al n. 258, nell’Archivio Comunale di Filattiera.
[6] Delibera n. 34 del 19 maggio 19451945 in Registro delle Deliberazioni del Podestà 9.1.1941- 31.12.1945, schedato al n. 258, nell’Archivio Comunale di Filattiera.
[7] Negli atti consultati non si rinvengono le cause della sostituzione.
[8] Glicerio Pagani nato il 3 giugno 1926 a Filattiera (Massa Carrara), caduto in combattimento il 6 dicembre 1944. Medaglia d’argento alla memoria.
Era uno dei “ragazzi” più esuberanti del Battaglione “Picelli” che, con le Brigate “Matteotti”, operava sui monti fra Parma e la Lunigiana. Protagonista di numerosi azioni, (durante le quali dimostrò tutto il suo coraggio e le sue capacità di combattente, tanto da meritare la decorazione alla memoria), durante uno scontro con tedeschi e repubblichini, dopo avere inflitto al nemico gravi perdite, rimase ferito gravemente. Ma Pagani non si arrese: continuò a combattere sino all’ultimo, tenendo a bada i nemici e permettendo ai compagni di sganciarsi e di mettersi in salvo. Cadde straziato da numerose sventagliate di mitra. (Scheda sul sito Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Nel Comune di Beverino (SP) negli anni ’80, l’Amministrazione Comunale di Filattiera ha eretto un monumento nel luogo dove morì in combattimento.


