
21) Le elezioni regionali del 15 giugno 1975
Il 15 giugno 1975 si tennero le elezioni per il primo rinnovo dei Consigli regionali delle 15 regioni ordinarie.
Le elezioni amministrative di quell’anno furono anche le prime consultazioni in cui votarono i diciottenni, dopo l’abbassamento della maggiore età da 21 a 18 anni. Anche in virtù di ciò in Toscana il corpo elettorale crebbe, rispetto, al 1970, di 200.000 unità
Come in tutta Italia, anche in Toscana il risultato premiò soprattutto il PCI, che fece un balzo in avanti di oltre 4 punti percentuali, passando dal 42,3% al 46,5% e sfiorando la maggioranza assoluta con 25 consiglieri (due in più rispetto al ‘70). Rispetto alla distribuzione per provincia dei seggi, il PCI ne aumentò uno a Firenze, passando da sette a otto, e due a Pisa, raddoppiando da due a quattro; mentre a Grosseto scese da due a uno.
Specularmente, la DC perse invece due consiglieri (da 17 a 15) e due punti percentuali (dal 30,5% al 28,5%), lasciando un seggio nei collegi provinciali di Lucca (dove passò da tre a due) e di Pisa (da due a uno). Il partito Scudo crociato aveva sostanzialmente mantenuto i 700.000 elettori della precedente elezione regionale, senza però riuscire a incrementarli significativamente, a fronte della crescita dei votanti e dell’ingresso sul mercato elettorale di una consistente quota di giovani.
Anche il secondo partito della maggioranza di governo, il PSI, ottenne un buon risultato (un consigliere e circa due punti percentuali in più), evidentemente premiato dai cinque anni passati al vertice della Giunta regionale; ed è logico ipotizzare che ad alimentare la crescita socialista sia stata in parte notevole una quota di elettori provenienti dal PSDI.
Il PSI raddoppiò i consiglieri nel collegio di Firenze, dove all’uscente Lagorio si affiancò il neo eletto Mario Leone, che lo sostituirà nel 1978 alla guida della Giunta regionale. La “nuova sinistra” rappresentata dal PdUP raccolse poco più di 50.000 mila voti, provenienti dall’elettorato giovanile ma anche, in parte significativa, dall’elettorato già del PSIUP, e col 2,1% ottenne un consigliere, confermando Biondi nel collegio di Firenze.
I partiti minori schierati all’opposizione (PRI, PSDI, PLI, MSI-DN) ottennero risultati differenziati. Certamente positivo fu l’esito del voto per i missini, che guadagnarono circa 15.000 voti sulle precedenti regionali e raddoppiarono la loro rappresentanza, passando da uno a due consiglieri. Il secondo consigliere il MSI-DN lo guadagnò nel collegio di Pisa. Anche il PRI ebbe un incremento di circa 15.000 voti, pari a 4 decimi di punto (dal 2,2% al 2,6%), non sufficienti però a far crescere la presenza del partito nel Consiglio regionale. Decisamente negativo fu invece il risultato del PSDI, che perse due punti e mezzo e un consigliere, riducendo da tre a due la propria rappresentanza: i socialdemocratici mantennero il consigliere a Firenze e a Lucca, ma lo persero a Livorno. La penalizzazione più grave la subì però il PLI, più che dimezzato in voti assoluti e percentuali ed “espulso” dal Consiglio regionale.
Così, il secondo Consiglio regionale della Toscana si presentava, ancora più del precedente, dominato dalla rappresentanza del PCI e ancor più bipolarizzato. PCI e DC mantenevano complessivamente i 40 seggi della prima legislatura, ma in termini percentuali, grazie alla forte crescita del PCI, arrivavano a rappresentare il 75,0% del voto regionale. Inoltre, con l’uscita del PLI, i partiti rappresentati in Consiglio scendevano a 7. La seconda assemblea regionale toscana segnò un tasso di rinnovamento molto alto: la metà più uno dei membri del Consiglio che si insediò il 21 luglio 1975 erano facce nuove: 26 consiglieri eletti ora per la prima volta; ai quali si aggiungeranno nel corso della legislatura 9 subentri, per un totale di 35 nuovi consiglieri.
In Provincia di Massa-Carrara vengono eletti due soli Consiglieri: la Democrazia cristiana rielegge il Consigliere regionale uscente Nello Balestracci (con 10.573 preferenze) che nelle concomitanti elezioni Comunali di Filattiera, dove era Sindaco in carica viene battuto da Paolo Zammori a capo di una lista di sinistra. Balestracci si dimetterà nell’aprile del 1979 per candidarsi alla Camera, dove verrà eletto. Gli subentra in consiglio regionale Liliano Mandorli già consigliere e assessore al Comune di Massa e membro del comitato provinciale e regionale della D.C.
Il P.C.I. elegge l’avvocato Fausto Marchetti già assessore comunale a Carrara; assessore della Comunità montana della Zona marmifera e assessore provinciale di Massa-Carrara. Alla fine del mandato dopo essere tornato alla politica locale come Sindaco di Carrara, approderà al Parlamento nel 1992, eletto nelle file di Rifondazione comunista.[1]
A Filattiera la D.C. pur non replicando l’eccezionale risultato del 1970 quando ottenne il 51,5%, (anche in queste elezioni è candidato Nello Balestracci , che verrà eletto) guadagna il 42,7% , sostanzialmente il risultato ottenuto alle politiche del 1972 e comunque largamente superiore al 29,8% ottenuto in tutta la provincia e al 28,5% regionale.
Il P.C.I. cresce sensibilmente e si attesta al 38,8%, migliorando di sette punti il dato delle politiche di tre anni prima e di undici quello delle regionali del ’70. A Filattiera il P.C.I. supera di quattro punti il proprio dato provinciale, pur rimanendo ancora lontano dal 46,5% che il partito ottiene a livello regionale.
I Socialisti (8,5%) guadagnano un punto percentuale rispetto alle politiche del ’72 e raddoppiano il dato delle precedenti regionali; rimangono di circa due punti al di sotto del dato regionale e di cinque da quello regionale.
Il P.S.D.I. con il 2% conferma il dato delle precedenti regionali e diminuisce sensibilmente rispetto alle più recenti politiche. Si colloca tre punti sotto al dato provinciale e due dal dato regionale.
Il Partito di Unità Proletaria (P.d.U.P.), il partito del Sindaco che risulterà eletto nelle concomitanti elezioni Comunali ottiene il 3%, un punto in più rispetto al risultato provinciale (2%) e regionale (2,1%).
Il M.S.I. scende al 3,4%, al di sotto del risultato provinciale (4,5%) e regionale (4,2%).
I Repubblicani ottengono un esiguo 0,7%.
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[1] Carlo Baccetti. Le prime elezioni Regionali in Toscana (1970 e 1975) in Osservatorio elettorale della Regione Toscana. Quaderno n. 53 Giugno 2005.
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