
8) Le elezioni comunali del 10 giugno 1951
All’epoca, come abbiamo già visto, l’elettore aveva facoltà di votare per un numero di candidati non superiore a 16. Particolarità di questo sistema era che oltre al voto sul contrassegno della lista che si intendeva attribuito a tutti i candidati della stessa, l’elettore poteva, altresì, pur votando il contrassegno di lista, cancellare uno o più nomi nella lista prescelta e segnare altrettanti candidati dell’altra lista fino al massimo di 16 preferenze. In queste elezioni vi fu un voto “molto allineato e compatto”, i voti “in testa”, ovvero dati solo sul simbolo della lista furono la quasi totalità: 1045 per la lista n.1 di sinistra del “seminatore” e 1176 per la lista n.2 di centro destra “D.C-M.S.I.” a comprova di una forte contrapposizione tra le due coalizioni e di compattezza interna alle stesse.
Nelle seconde elezioni comunali del 10 giugno 1951, la Democrazia Cristiana che aveva ottenuto il 53,3% dei voti nelle elezioni politiche di tre anni prima, e che si presenta in alleanza con altre forze di centro destra, con il simbolo della “Campana con la croce” conquista per la prima volta il Comune, ottenendo 1.179 voti e 16 seggi in consiglio comunale; i socialcomunisti che si presentano con simbolo del “Seminatore affiancato da tre spighe di grano con la scritta Per la rinascita del Comune di Filattiera”, ne ottengono 1.050 conquistando 4 seggi; uno scarto di 129 voti. Devono lasciare la guida del Comune, che riconquisteranno solo 24 anni dopo nel 1975.
Sono eletti, nella lista Democrazia Cristiana- Movimento Sociale Italiano che ha per simbolo la “Campana con la croce” tutti i 16 componenti della lista che sulla scheda sono elencati in ordine alfabetico e che ottengono nell’ordine le preferenze sotto indicate[1] :
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CAPRARA Pietro voti 1187
BALESTRACCI Nello voti 1181
BASSIGNANI Adelmo voti 1181
FIOCCA Dante voti 1181
MORI Alberto voti 1181
RICCHETTI Luigi voti 1181
FOLLONI Enrico voti 1180
ANGELLA Giovanni voti 1179
BALDINI Domenico voti 1179
GHELFI Primo voti 1179
PETTAZZONI Erio voti 1179
SALOMONI Francesco voti 1179
BERTOLINI Alberto voti 1178
BERTOLINI Angelo voti 1178
CRESCI Remigio voti 1178
ROSSI Francesco Ernesto voti 1177
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La lista Socialcomunista che ha per simbolo “il seminatore affiancato da tre spighe di grano, con la scritta per la rinascita di Filattiera” è anch’essa composta da 16 candidati presentati sulla scheda nell’ordine che segue, ognuno dei quali ha riportato i voti indicati a fianco :
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CHERBI Emilio voti 1057
CIMA Luigi voti 1057
LEONCINI Giuseppe voti 1058
FILIPPI Carlo voti 1048
CHIOCCA Settimio voti 1049
BIANCHI Federico voti 1050
BARDINI Giulio voti 1049
LEONCINI Enrico voti 1050
ANTOLINI Luigi voti 1048
ANGELLA Dante voti 1048
LEONCINI Pasquale voti 1049
PAGANI Giovanni voti 1047
BARELLA Domenico voti 1049
BERNARDI Amedeo voti 1048
BRESCIANI Angelo voti 1047
BARELLA Alessio voti 1049
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La lista socialcomunista elegge solo 4 Consiglieri:
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LEONCINI Giuseppe con voti 1058
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CIMA Luigi con voti 1057
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CHERBI Emilio con voti 1057
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LEONCINI Enrico con voti 1050
In questa tornata elettorale amministrativa, la prima in cui potevano essere elette, nessuna donna è candidata alle elezioni comunali.
Il Consiglio Comunale il 27 giugno 1951 elegge Sindaco Dante Fiocca, avvocato di Pontremoli, ma di madre Filattierese della famiglia Zampetti. Fiocca rimane in carica poco più di un anno e tre mesi, si dimette il 5 ottobre 1952.[2]
A seguito delle dimissioni di Fiocca il Consiglio Comunale, il 2 novembre 1952, elegge Sindaco Francesco Ernesto ROSSI, perito agrario, di Cavallana, che rimarrà in carica fino alle successive elezioni del 1956. Consigliere Anziano è Adelmo Bassignani di Lusignana a cui succede nel 1955 Enrico Folloni di Filattiera
Nel marzo dello stesso anno, l’onorevole della Democrazia Cristiana Andrea Negrari, comunica al Sindaco di Filattiera e a tutti i Sindaci della Lunigiana che il Consiglio Superiore della Viabilità ha espresso parere favorevole per la costruzione dell’Autocammionale della Cisa.[3]
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[1] Dal Verbale dell’Adunanza dei Presidenti delle Sezioni (sette) – Elezioni Comunali 1951.
[2] A seguito della stessa tornata elettorale amministrativa, vengono eletti : Serni, Sindaco di Pontremoli, Galanti a Villafranca in Lunigiana, Coppelli a Comano e Negrari a Bagnone.
[3] L’Autocisa nasce come un itinerario moderno, copiato dalla storia delle comunicazioni nell’antichità. Un “corridoio” di collegamento tra Europa e centro Italia, dove passarono imperatori, eserciti, papi, pellegrini. Vi transitarono Odoacre nel 476 e successivamente i Goti, Carlo Magno, Federico I, Federico II, Matilde di Canossa, Arrigo VII, Carlo VII. Senza citare il grande Napoleone Bonaparte che ritenne il tracciato di Monte Bardone strategico per le proprie fortune militari e vi investì 150 mila franchi del 1808. Fu Maria Luigia a portare successivamente a termine la carrozzabile Parma-La Spezia. L’idea originaria della grande infrastruttura, nata nei primi mesi del 1947, puntava solo a realizzare un’autostrada di valico da Fornovo a Pontremoli. Il progetto di massima dell’Autostrada fu approvato dall’ANAS e il 22 settembre del 1958 il ministro dei lavori pubblici Giuseppe Togni, (democristiano eletto nel collegio di Pisa) e l’allora presidente dell’Autocammionale Marco Visentini, firmarono l’atto di concessione che prevedeva un contributo statale del 32,90%, che valeva 14 miliardi. Migliaia di operai e tecnici hanno lavorato alla realizzazione di questa opera per anni, mettendo spesso a rischio la propria vita. Durante i lavori morirono dodici operai . L’intero tracciato venne inaugurato il 24 maggio del 1975, un secolo dopo l’inizio dei lavori dell’altra grande infrastruttura che attraversa la Lunigiana: la linea ferroviaria Parma- La Spezia i cui lavori iniziarono nel 1879 e furono completati per l’intera tratta nel 1894.
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