
6) Le elezioni per l’ Assemblea Costituente 1946
Sono le elezioni per l’Assemblea costituente che si svolgono domenica del 2 giugno 1944 contemporaneamente al Referendum istituzionale, le prime elezioni nazionali vere che si svolgono dopo il ventennio fascista.
Nello stesso giorno, i cittadini italiani, uomini e donne (che per la prima volta oltre a votare possono anche essere elette).[1] Sono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e ad eleggere i 556 membri dell’Assemblea costituente che dovrà scrivere la nuova Costituzione. Anche per l’Assemblea costituente, come per il Referendum, votano a livello nazionale l’ 89,1% degli elettori.
Nelle elezioni per l’Assemblea Costituente, nella Provincia di Massa-Carrara si registra una percentuale di votanti pari all’ 83,40% degli elettori, contro una media regionale del 91,5%. Nel Comune di Filattiera votano per i partiti della Assemblea costituente l’ 84,4% degli aventi diritto.
Si vota con il sistema proporzionale. A livello nazionale dalle urne emerge in modo evidente, al di là della frammentazione, che tre sono i partiti che controllano il 75% del corpo elettorale: democristiani, socialisti e comunisti. Nessuna delle altre formazioni raggiunge il 10%. Sono da sottolineare due risultati in particolare:
- il “Fronte dell’uomo qualunque”, formazione di estrema destra, fondata dal commediografo Giannini che coagulò intorno a sè voti di ex e neofascisti, di frange liberali e monarchiche e di senza partito. Esso che si pone in una certa continuità con il regime fascista, e si colloca al quinto posto con il 5,3%, (non sarà presente nelle successive elezioni).
- il “Partito d’Azione”, erede delle formazioni antifasciste di Giustizia e libertà, che non raggiunge neppure il 2% dei consensi. Il suo essere un partito di nuova formazione, con nessun radicamento tra le masse, condiziona la sua capacità di ottenere legittimazione a livello elettorale.
In queste prime elezioni vanno segnalate anche altre due formazioni:
- l’Unione democratica Nazionale, una coalizione di diverse forze, tra cui liberali e partito democratico del lavoro (che vanta tra i suoi fondatori Ivanoe Bonomi) che con il 6,8% si colloca al quarto posto.
- il Blocco Nazionale della Libertà, coalizione di forze politiche di ispirazione conservatrice tra cui spicca il Partito democratico italiano, di tendenza monarchica che ottiene il 2,8% dei voti.
Le elezioni si svolgono anche a Filattiera in un clima molto acceso.
Ve ne è traccia anche nella delibera n.15 del 9 giugno 1946, con la quale il Consiglio Comunale a maggioranza socialcomunista, una settimana dopo le elezioni approva e liquida una spesa di lire 10.400 per il trasporto degli elettori da Gigliana al seggio di Filattiera. Un atto di ordinaria amministrazione si direbbe oggi; durante la discussione “prendono la parola i Consiglieri di minoranza Caprara Dottor Pietro e Zampetti Rag. Antonio, i quali fanno presente al Sindaco che il camion che faceva servizio da Filattiera a Gigliana ha servito esclusivamente agli “elettori comunisti” e citano alcuni nomi di persone che sono state fatte discendere perché di colore diverso da quel partito. A tale dichiarazione si oppongono decisamente alcuni consiglieri e specialmente il sig. Ricci Virginio da Gigliana dicendo che quanto dichiarato dalla minoranza non corrisponde a verità. Il consigliere Caprara propone che venga fatta un’inchiesta al riguardo, ma la proposta non viene accolta e il Sindaco procede alla votazione della controversia per alzata di mano; la spesa viene approvata da 15 consiglieri e respinta da quattro della minoranza i quali insistono nel dire che il servizio è stato prestato soltanto per gli elettori di un dato colore e che pertanto non deve essere a carico dello Stato; chiedono che le loro dichiarazioni siano messe a verbale ed inviate per conoscenza al Sig. Prefetto di Massa”. La Prefettura di Massa il 13 giugno restituisce la delibera non vistata “facendo presente che la spesa non può essere gravata sul bilancio del Comune, essendo spesa di interesse privato”. E’ interessante notare come cambiano i tempi. Oggi organizzare il trasporto degli elettori è la norma; Probabilmente sulla decisione della Prefettura, assunta senza istruttoria e prendendo per buone le dichiarazioni della minoranza, influì il contesto politico dell’epoca, con il Ministero dell’Interno e le Prefetture saldamente in mano alla Democrazia Cristiana, che a Filattiera in quegli anni conflittuali era all’opposizione.
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[1] In data 2 giugno 1946 il Corriere della Sera pubblica tra gli altri un articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra. La motivazione era così spiegata: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciare un po’ di rossetto e in questo modo rendere nullo il voto. Dunque il rossetto lo si porti con sè, per ravvivarsi le labbra fuori dal seggio”.
A Filattiera, all’epoca, questa raccomandazione, poteva valere per un numero molto ristretto di signore e signorine che facevano uso di rossetto, accessorio di bellezza femminile di uso non ancora diffuso.

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6.1 CONFRONTO TRA I RISULTATI NAZIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI
Dal confronto tra i dati nazionali della Provincia di Massa-Carrara e del Comune di Filattiera, emerge che il numero dei votanti del Comune di Filattiera (84,35%) è superiore al dato provinciale (83,40%), ma inferiore di quasi cinque punti al dato nazionale (89,08%).
A Filattiera la Democrazia Cristiana (D.C.) (43,10%) ha un risultato superiore di otto punti percentuali rispetto al dato nazionale (35,21%) e di tredici se raffrontato con il dato ottenuto in tutta la Provincia (29,90%).
Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP)[1] ottiene a Filattiera un risultato (29,24%) migliore sia rispetto al dato provinciale (24,30%) e al dato nazionale (20,68%).
Il Partito Comunista Italiano (P.C.I.) con il 14,89% dei voti, non raggiunge le percentuali provinciali (18,92%) e nazionali (18,93%).
Il Partito Repubblicano (P.R.I.), con il 5,63% consegue un risultato migliore del dato nazionale (4,36%) ma nettamente inferiore al dato provinciale (17,43%), quest’ultimo fortemente influenzato dal risultato del Comune di Carrara, dove i Repubblicani ottengono il 32,40% diventando il primo partito della città.
Il Partito d’Azione non attecchisce a Filattiera, ottiene solo 34 voti e l’ 1,42%, percentuale simile al dato nazionale (1,45%) e quasi dimezzata rispetto al risultato provinciale (2,66%)
Il Fronte dell’Uomo qualunque ottiene solo lo 0,79%, rispetto al dato provinciale dell’1,81% e al 5,27% a livello nazionale.
In queste prime elezioni, vanno segnalate anche altre due formazioni: L’Unione democratica Nazionale, che ottiene il 3,13%,(la metà del dato nazionale 6,78%), di poco superiore al dato provinciale (2,81%) e il Blocco Nazionale della Libertà, che ottiene solo lo 0,25%, la metà del dato provinciale (0,54%). U risultato ben lontano dal 2,77% raggiunto a livello nazionale.
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[1] Nome con cui si presenta il partito socialista.
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