
10) Le elezioni comunali del 27 maggio 1956
Nelle elezioni comunali del 27 maggio 1956, la sinistra conferma l’alleanza tra socialisti e comunisti e si presenta per la prima volta con il simbolo della “Colomba che porta due spighe di grano e con la scritta Pace Lavoro Costituzione”. La Democrazia cristiana si presenta alleata con altre forze di destra: Partito Nazionale Monarchico e Movimento Sociale Italiano sotto il simbolo della “Campana con la scritta -Libertà-”.
Della lista n.1 “della Colomba” fanno parte nell’ordine di lista:
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FILIPPI Carlo
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CIMA Luigi
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DELLA ZOPPA Dante
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ARMANETTI Augusto
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CHERBI Emilio
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BARDONI Primo
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PAGANI Giovanni
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BARDINI Giulio
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BIANCHI Federico
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PAGANI Luigi
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BIAGI Francesco
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FORZANI Tullio
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ROSSI Giuseppe
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BENOZZI Giovacchino
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BERNARDI Amedeo
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BALESTRACCI Mario
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La lista n.2 “della Campana” è formata, sempre in ordine di lista da:
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ROSSI Francesco
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FOLLONI Enrico
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BALESTRACCI Nello
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ANGELLA Giovanni
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CAPRARA Pietro
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MORI Alberto
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SIMONCELLI Giovanni
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CALDI Vittorio
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BASSIGNANI Quinto
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CASSIANI Carlo
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FILIPPI Luigi
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BERTOLINI Virgilio
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LEONCINI Luigi
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ZANZUCCHI Bruno
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CAPIFERRI Pierino
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PAGANINI Mario
L’alleanza di centro-destra prevale per soli 42 voti sui Socialcomunisti (il distacco nelle precedenti Comunali era stato di 129 voti), riuniti sotto il simbolo della “Colomba”.
Fu in questa tornata elettorale che si verifica un “ribaltamento notturno del risultato”, che alimentò per anni a Filattiera discussioni e “leggende”.
Terminato lo scrutinio risultò in vantaggio la lista socialcomunista “della Colomba” per 21 voti. Le persone anziane del paese ricordano ancora i festeggiamenti e i canti in piazza Castello dei candidati e sostenitori della lista socialcomunista. Il Comune, dopo un mandato elettorale a guida democristiana , sarebbe ritornato a guida socialcomunista.
Nella notte il risultato si ribalta e viene così ufficializzato: 1.007 per la lista “Democrazia cristiana ed altri” contro i 965 voti della lista dei “Socialcomunisti”.
All’epoca, come abbiamo già visto per le elezioni comunali precedenti, i cittadini non votavano direttamente il Sindaco, come oggi, votavano solo i Consiglieri Comunali: 20 in tutto, 16 di maggioranza e 4 di minoranza. Successivamente il Consiglio Comunale eleggeva il Sindaco e la Giunta Comunale. Si votava con il sistema maggioritario. L’elettore aveva facoltà di votare per un numero di candidati non superiore a 16. Particolarità di questo sistema era che, oltre al voto sul contrassegno della lista che si intendeva attribuito a tutti i candidati della stessa, l’elettore poteva, altresì, pur votando il contrassegno di lista, cancellare uno o più nomi nella lista prescelta e segnare altrettanti candidati dell’altra lista, fino al massimo di 16 preferenze.
Per effetto di oltre cento schede che presentavano voti a singoli consiglieri e numerose cancellature, fenomeno maggiormente presente nei voti alla lista di centro-destra, forse frutto di quelle tensioni interne che si vedranno dopo poche settimane al momento dell’elezione del Sindaco da parte dei Consiglieri eletti, la vittoria di misura dei Socialcomunisti, alla fine dello scrutinio, si ribalta nella vittoria della D.C e dei suoi alleati per soli 42 voti.
Dall’esame del Verbale dell’Adunanza dei Presidenti delle Sezioni, (che all’epoca erano sette) conservato presso l’Archivio Comunale di Filattiera,[1] risulta infatti che la lista n.1 ”Colomba” ha riportato 945 “voti in testa” ovvero alla lista, prevalendo sulla lista n.2. “Campana” che si era fermata a 924. I voti ai singoli consiglieri e le cancellature determinarono però la vittoria della lista guidata dalla Democrazia cristiana.
I verbali delle operazioni elettorali delle sette sezioni in cui si votava, chiusi oltre le due di notte del 29 maggio 1946, riportano questi “voti in testa” ovvero voti secchi a una lista
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I risultati dello scrutinio completo dei candidati, per effetto del massiccio voto disgiunto, ribaltano il risultato che viene ufficializzato solo a notte inoltrata.
La Democrazia cristiana e i suoi alleati ottengono 1007 voti e 16 seggi in consiglio comunale. I socialcomunisti 965 e 4 seggi.
Numerose furono anche le schede bianche (142) e le nulle (148).
Vengono eletti per la maggioranza :
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FOLLONI Enrico voti 1021
CALDI Vittorio voti 1020
LEONCINI Luigi voti 1016
BERTOLINI Virgilio voti 1015
MORI Alberto voti 1013
ANGELLA Giovanni voti 1012
BASSIGNANI Quinto voti 1010
CASSIANI Carlo voti 1009
SIMONCELLI Giovanni voti 1008
CAPIFERRI Pierino voti 1008
FILIPPI Luigi voti 1007
ZANZUCCHI Bruno voti 1004
PAGANINI Mario voti 1004
ROSSI Francesco voti 997
BALESTRACCI Nello voti 989
CAPRARA Pietro voti 983
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Per la minoranza di sinistra vengono eletti:
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FILIPPI Carlo voti 985
BIANCHI Federico voti 977
CHERBI Emilio voti 975
DELLA ZOPPA Dante voti 969
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La particolarità del risultato di stretta misura è dimostrata anche dal fatto che il più votato della lista di sinistra Filippi Carlo ha preso più voti dell’ultimo degli eletti della lista a guida democristiana Caprara Pietro.
Prima dell’elezione del Sindaco la composizione del Consiglio si modifica. Il dr. Pierino Capiferri, medico a Collecchio, eletto nei Consigli Comunali dei due Comuni , opta per il Comune parmense. Avendo la lista di maggioranza eletto tutti i suoi 16 candidati consiglieri, subentra Biagi Francesco, collocatosi al 21° posto con 967 voti, il primo dei non eletti della lista socialcomunista. La composizione del Consiglio diventa così: 15 consiglieri di maggioranza a guida democristiana e 5 consiglieri della lista socialcomunista.
Alla prima votazione, nel Consiglio Comunale del 24 giugno 1956, la maggioranza divisa non riesce ad eleggere il Sindaco.
Sono presenti 19 consiglieri, è assente giustificato Carlo Filippi della minoranza. La maggioranza necessaria per eleggere il Sindaco è di 11 voti. Dallo scrutinio risultano 6 voti per Nello Balestracci, 6 voti per Rossi Francesco e 3 voti per Caldi Vittorio, 3 schede bianche e 1 scheda nulla. La minoranza non si schiera.
Non avendo raggiunto nessun consigliere gli 11 voti necessari per diventare Sindaco, la votazione viene ripetuta seduta stante.
Rossi Francesco guadagna 2 voti ai danni di Caldi Vittorio e ottiene 8 voti, Balestracci Nello conferma i 6 voti della prima votazione, Caldi Vittorio si ferma a 1 voto e i 5 Consiglieri di minoranza votano scheda bianca.
Sulla base della legge allora vigente si procede a una terza votazione di ballottaggio tra i due Consiglieri che hanno riportato il maggior numero di voti nella votazione precedente. Rossi Francesco ottiene 9 voti e Balestracci Nello conferma i suoi 6 voti. La minoranza vota ancora scheda bianca.
Poiché anche nella terza votazione nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta per essere eletto Sindaco, l’elezione del Sindaco e della Giunta, viene rinviata al 29 giugno 1956 alle ore 9.[2]
Domenica 29 giugno 1956, sono presenti tutti i 20 Consiglieri: 15 di maggioranza e 5 di minoranza.
La minoranza decide di entrare nella partita e di spostare i suoi voti determinanti su Nello Balestracci, che diventa Sindaco con 11 voti su 20 (il suo pacchetto di 6 voti di maggioranza più i cinque decisivi della minoranza socialcomunista).[3]
Il 29 giugno 1956,ad oltre un mese dalle elezioni, il Consiglio elegge Sindaco per la prima volta Nello Balestracci, insegnante di lettere alle scuole medie di Filattiera, residente nella frazione di Caprio, che rimarrà sindaco per tre mandati, fino al 1970. Successivamente, nel 1970 e nel 1975, viene eletto Consigliere Regionale; si dimette da Consigliere Regionale nel 1979 per candidarsi alle elezioni politiche anticipate del 1979. Sarà deputato per tre legislature dal 1979 al 1992 nella Democrazia Cristiana.
Anche l’elezione della Giunta Comunale è piuttosto travagliata a comprova di una divisione interna al gruppo di maggioranza. Nella stessa seduta consiliare del 29 giugno 1956, serviranno ben sei votazioni per eleggere la Giunta che alla fine risulta composta da:
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Zanzucchi Bruno Assessore Anziano
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Paganini Mario Assessore effettivo
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Leoncini Luigi Assessore effettivo
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Bassignani Quinto Assessore effettivo
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Angella Giovanni Assessore supplente
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Folloni Enrico Assessore supplente
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[1] Faldone “Elezioni 1956 Amministrative” classificato con il n. 1433.
[2] Delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 24.6.1956 in Registro delle Delibere del Consiglio Comunale dal n. 52 del 29.11.1953 al n.6 del 29.6.1956, schedato al n. 279, nell’Archivio Comunale di Filattiera
[3] Delibera del Consiglio Comunale n. 5 del 24.6.1956 in Registro delle Delibere del Consiglio Comunale dal n. 52 del 29.11.1953 al n.6 del 29.6.1956, schedato al n. 279, nell’Archivio Comunale di Filattiera. Inoltre, memorie di Dante Della Zoppa, nato a Filattiera il 10 dicembre 1913, all’epoca dei fatti Consigliere Comunale di minoranza per il partito socialista. In Progetto Memoria 2001 a cura di Marcello Paolocci, Provincia di Massa Carrara e Comune di Filattiera.
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10.1 COSA SUCCEDE IN QUEGLI ANNI
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La televisione è arrivata in Lunigiana da due anni ma non in tutte le zone e permangono problemi di ricezione del segnale. Il 20 dicembre del 1954 i Sindaci si riuniscono per cercare di risolvere il problema.
Il 26 dicembre dell’anno precedente, in occasione della festa del patrono, Santo Stefano Protomartire, viene inaugurato il restauro e la decorazione della chiesa parrocchiale, eseguito dai fratelli Triani di Pontremoli, artisti e restauratori di arte sacra.
A febbraio del 1956 sulle basi dell’ Unione Calcistica Filattierese sorge una nuova organizzazione sportiva affiliata al Centro Sportivo Italiano[4], denominata “Gruppo Sportivo Folgore”. Tra le attività previste: calcio, podismo, tennis da tavolo, pallavolo e bocce. Non rimarranno tracce negli anni successivi dell’attività del nuovo gruppo sportivo.
Il 12 novembre 1956 a Filattiera, si apre il primo corso di orientamento musicale, della durata di sei mesi. Il corso si svolge nella sede della Banda e viene tenuto dal maestro Bergianti, storico e compianto maestro della Banda Musicale che dirigerà fino alla sua morte.
Il 26 novembre i servizi segreti italiani e statunitensi sottoscrivono un accordo relativo all’organizzazione di una rete clandestina anticomunista, denominata GLADIO. Anche a Filattiera si crea una rete di fidati anticomunisti. Armi vengono nascoste in locali adiacenti alla chiesa parrocchiale di Filattiera. Verranno portate via con discrezione, nottetempo, sul finire degli anni ’60.
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[4] Organismo specializzato per lo sport, creato dall’Azione Cattolica di Luigi Gadda . La associazione fondata nel 194 e le sue Società sportive si coagulano attorno agli Uffici Sportivi Diocesani e sono espressione, per la maggior parte, di Parrocchie e Istituti religiosi.




