top of page

3) Le prime elezioni comunali della storia repubblicana 1946

I turni ordinari delle prime elezioni amministrative dopo la Liberazione sono avvenuti in Italia nei mesi di marzo-aprile e ottobre del 1946.

Il quadro politico nazionale è caratterizzato dai governi di unità nazionale, figli della Resistenza, che dureranno fino al maggio del 1947, quando il quarto esecutivo, guidato da De Gasperi – dopo due governi Bonomi (18 giugno-12 dicembre 1944 e 12 dicembre 1944-19 giugno 1945), un governo Parri (20 giugno – 24 novembre 1945, frutto del "vento del nord", cioè dell’irruzione sulla scena politica nazionale delle forze del Cln-Alta Italia, dopo la liberazione dell’Italia settentrionale) e tre governi guidati da De Gasperi - inaugura la stagione del centrismo (DC, PLI, PRI e il PSDI di Saragat nato dalla scissione in seno al PSI di Nenni), con l’esclusione del PCI e del PSI dalla guida del paese. Quando avrà inizio la fase della rigida contrapposizione tra DC e PCI – più in generale, tra comunismo e anticomunismo – anche in conseguenza di quanto stava accadendo a livello internazionale, con l’inizio della Guerra Fredda.

Nel Comune di Filattiera, come in tutta la Provincia di Massa-Carrara le elezioni si svolsero domenica 17 marzo 1946, a meno di un anno dal 25 aprile 1945 che segna per il nostro paese la fine della seconda guerra mondiale. La Lunigiana viene abbandonata dal Comando Tedesco in fuga nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1945, ultimo territorio dell’Italia centrale ad essere liberato e a vedere finalmente la conclusione della seconda guerra mondiale.

 Le elezioni si svolsero circa tre mesi prima delle votazioni per l’Assemblea Costituente e per il Referendum Monarchia-repubblica. Non furono abbinate ad altre elezioni; le prime elezioni provinciali si svolgeranno qualche anno dopo, il 10 giugno 1951.

A differenza di quanto avviene oggi, non si votava direttamente il Sindaco insieme al Consiglio Comunale. A quel tempo i cittadini eleggevano solo i Consiglieri Comunali. Successivamente il Consiglio Comunale eleggeva il Sindaco e la Giunta Comunale. Spesso il capolista già prefigurava il candidato Sindaco in caso di vittoria della lista, ma il sistema elettorale era maggiormente incentrato sul Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale dell’epoca, avendo Filattiera più di 3.000 abitanti e meno di 5.000, era composto da 20 seggi, 16 da assegnare alla maggioranza e 4 alla minoranza. Si votava con il sistema maggioritario. L’elettore aveva facoltà di votare per un numero di candidati non superiore a 16. Particolarità di questo sistema era che, oltre al voto sul contrassegno della lista, il cosiddetto “voto in testa” , l’elettore poteva cancellare uno o più nomi nella lista prescelta e segnare altrettanti candidati dell’altra lista fino al massimo di 16 preferenze.

Sono le prime elezioni in cui votano le donne, anche se ancora non possono essere elette. [1]

Si presentano due liste: i Socialcomunisti con il simbolo del “seminatore” [2] e la Democrazia Cristiana con il simbolo dello “Scudo crociato”

Come riportato in alto nella scheda elettorale, ciascun elettore poteva votare per un numero massimo di sedici candidati, tracciando il segno di croce nelle apposite caselle a fianco dei nomi prescelti. Poteva essere votata l’intera lista tracciando il segno di croce nell’apposita casella a fianco del contrassegno di lista: in tal caso il voto si intendeva dato a tutti i candidati compresi nella lista, salvo quelli eventualmente cancellati dall’elettore. L’elettore, pur votando una lista, poteva votare anche per singoli candidati dell’altra lista, apponendo il segno di croce nella casella posta a fianco dei rispettivi nomi, purché il numero dei voti complessivamente attribuiti non eccedesse il numero di sedici. Era nulla la scheda contenente un numero di voti superiore a sedici.

Gli elettori sono 3.125, ma votano “solo” in 2.377 (il 76,1%), una percentuale più bassa di quella che si registrerà tre mesi dopo per l’Assemblea Costituente (84,35%) dove voteranno in 2.631 e decisamente inferiore a quella delle elezioni politiche del 18 aprile del 1948, quando voteranno 2.765 filattieresi, il 90,15% degli aventi diritto. Dall’analisi comparativa dei voti riportati dai vari partiti e dai rispettivi raggruppamenti che rozzamente potremmo definire “centro-destra” e “sinistra-centro” nelle tre elezioni: comunali del marzo 1946, Assemblea Costituente del giugno 1946 e Politiche dell’aprile ’48, emerge che il maggior numero di votanti, unito alla crescente contrapposizione politica tra Democrazia cristiana e Socialcomunisti che c’era in Italia in quel periodo, favorisce la Democrazia cristiana con i suoi alleati, che migliora progressivamente il proprio risultato.

Alle prime elezioni comunali i Socialcomunisti ottengono 1.189 voti, pari al 55,9% e 16 seggi. La Democrazia Cristiana ottiene 939 voti, pari al 44,1% conquistando 4 seggi nel Consiglio Comunale.

I socialcomunisti conquistano il Comune.

​

​

​

 

[1] Dopo la caduta del fascismo, quando si definiscono, con il Decreto Luogoteneziale n. 151 del 25 giugno 1944, gli accordi per la futura Assemblea Costituente, si parla genericamente di “suffragio universale” ma non si fa esplicita menzione dell’estensione del diritto di voto alle donne. Sarà solo con il Decreto Luogotenenziale n. 93 del 1° febbraio 1945 che viene riconosciuta la piena cittadinanza politica alle donne. Questo decreto reca però un’anomalia: riconosce alle donne il diritto di votare (elettorato attivo) ma non quello di essere votate (elettorato passivo). Questa lacuna verrà superata con il successivo Decreto Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946 relativo alle norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente. Va così a compimento la lunga storia del diritto di voto nel nostro Paese. Storia che iniziò a partire dal 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia che adottò lo Statuto Albertino (già in vigore nel Regno dei Savoia). Quello Statuto concedeva il diritto di voto solamente ai cittadini di sesso maschile che avessero almeno 25 anni, sapessero scrivere, leggere e avessero un certo reddito. In tal caso si parla di “suffragio ristretto”. In altre parole il diritto di voto era riservato solo ai più ricchi che avevano avuto la possibilità di frequentare la scuola e che, quando venivano eletti, potevano trascurare le loro occupazioni perché non avevano problemi finanziari. Dal momento che gli eletti appartenevano alle classi più abbienti, essi non avevano interesse a fare leggi a favore degli strati più umili della popolazione.

[2] Sostenevano la lista anche il Partito Repubblicano e il Partito d’Azione , come risulta da una lettera prot. 2776 del 17 novembre 1949 a firma del Sindaco, indirizzata alla Prefettura di Massa-Carrara, presente all’interno del faldone n.528 nell’Archivio Comunale di Filattiera

 

dati com 46
Dati

 

Vengono eletti per i Socialcomunisti:

​

  1. LEONCINI  Emilio  nato a Filattiera  il 21.06.1899  (P.S.I.U.P. )

  2. ROSSI  Lazzaro  nato a Filattiera  il 12.10.1907  (P.S.I.U.P.)

  3. MORI  Roberto  nato a Filattiera  il 2.2.1909  (P.S.I.U.P.)

  4. CASSIANI  Carlo  nato a Filattiera  il 15.7.1913  (P.C.I.)

  5. BARDINI  Giulio  nato a Filattiera  il 21.9.1898  (P.S.I.U.P.)

  6. ROSSI  Egidio  nato a Filattiera  il 3.11.1900  (P.S.I.U.P.)

  7. PIZZATI  Domenico  nato a Filattiera  il 13.2.1914  (P.S.I.U.P.)

  8. BALESTRACCI  Pietro  nato a Filattiera  il 7.1.1907  (P.C.I.)

  9. BARELLA  Domenico  nato a Filattiera  il 14.8.1891  (P.S.I.U.P)

  10. CORVI  Pietro  nato a Filattiera  il 31.5.1891  (P.S.I.U.P)

  11. MORI  Alberto  nato a Filattiera  il 13.3.1915  (P.S.I.U.P)

  12. FILIPPI  Carlo  nato a Filattiera  il 3.4.189  (P.S.I.U.P)

  13. RICCI  Virginio  nato a Filattiera  il 31.5.1911  (P.C.I.)

  14. LEONCINI  Ferdinando  nato a Filattiera  il 2.5.1918  (P.C.I.)

  15. BERNARDI  Amedeo  nato a Filattiera  il 2.5.1896  (P.S.I.U.P)

  16. LAZZERIN  Angelo  nato a Filattiera  il 13.11.1897  (P.S.I.U.P)

​

Vengono eletti per la “Democrazia Cristiana

 

  1. CAPRARA  Pietro  nato a Filattiera  il 31.1.1912  (D.C)

  2. ZAMPETTI  Antonio  nato a Filattiera  il 8.1.1895  (D.C)

  3. CAPIFERRI  Carmelo  nato a Filattiera  il 14.3.1884  (D.C)

  4. LEONCINI  Ernesto  nato a Filattiera  il 28.7.1880  (D.C)

​

Nella lista “Socialcomunista” si nota la netta prevalenza dello P.S.I.U.P. con 12 Consiglieri rispetto ai 4 del P.C.I. Il dato rispecchia ed accentua il peso elettorale dei due partiti. Nelle elezioni Politiche del 1948 il P.C.I. ottiene la metà dei voti dello P.S.I.U.P.

Dopo la notifica dell’avvenuta elezione, tutti i Consiglieri eletti, come prevedeva la legge elettorale comunale dell’epoca, dovevano presentare un titolo di studio o sostenere la prova di saper leggere e scrivere di fronte al Sindaco e al Segretario Comunale, alla presenza di due testimoni.[1]

Quell’anno l’elezione del Sindaco, che all’epoca veniva deliberata dal Consiglio Comunale, non fu un’ operazione semplice.

Nella seduta di insediamento del 31 marzo 1946 Leoncini Emilio “fa presente che prossimamente dovrà riprendere le sue mansioni in ferrovia e conseguentemente prega i signori Consiglieri di non dargli alcun voto”[2] Viene eletto Sindaco con 15 voti Mori Alberto. Cassiani Carlo ottiene 2 voti, mentre Leoncini Emilio, Mori Roberto e Caprara Pietro ottengono 1 voto.

Un mese dopo, il 28 aprile 1946, il Consiglio Comunale si riunisce nuovamente per eleggere la Giunta Comunale che all’epoca era costituita oltre che dal Sindaco, da quattro Assessori effettivi e due supplenti. Vengono eletti Assessori effettivi Filippi Carlo (15 voti), Cassiani Carlo (17 voti), Ricci Virginio (15 voti) e Balestracci Pietro (13 voti); e Assessori Supplenti Rossi Lazzaro (12) e Mori Roberto (12 voti). Cassiani Carlo, in qualità di Assessore anziano è Vice Sindaco.

La Sindacatura di Mori Alberto dura però solo tre mesi . Presenta infatti le proprie dimissioni per motivi di salute, con effetto dal 1 luglio 1946. Il Consiglio Comunale le accetta nella seduta del 29 giugno 1946.[3] Il successivo 13 luglio viene eletto Sindaco Ricci Virginio con 11 voti su 17 Consiglieri presenti e votanti.[4] Il neo eletto si dimette però dopo tre giorni, dimissioni che vengono accettate dal Consiglio Comunale nella seduta del 21 luglio 1946.[5]

Nella stessa seduta del 21 luglio 1946 il Consiglio Comunale (con 14 consiglieri presenti e assenti Rossi Lazzaro, Zampetti Antonio, Leoncini Ernesto, Cassiani Carlo, Ricci Virginio e Pizzati Domenico) con nove voti, elegge Leoncini Emilio, socialista, macchinista ferroviere, Sindaco di Filattiera. Carica che aveva già assunto provvisoriamente, su incarico del C.N.L. dal settembre 1945, succedendo al Dr. Capiferri Umberto, fino alle elezioni del 17 marzo 1946.

La popolazione del Comune di Filattiera al momento del voto è di circa 4.600 abitanti. E’ interessante notare l’andamento demografico del Comune a partire dall’Unità d’Italia. Alla data del 31 dicembre 1861, quando viene svolto il primo censimento, la popolazione è di 3.151 abitanti. Seguono decenni di ininterrotta crescita demografica, che registra il suo apice nel censimento del 21 aprile 1936, con una popolazione di 4.769 abitanti. Il successivo censimento del 4 novembre 1951 fotografa l’inizio della discesa: 4.569 abitanti. Il decremento sarà costante e ininterrotto; all’ultimo censimento del 9 ottobre 2011 la popolazione residente è di 2.361 abitanti, dimezzata rispetto a quella del 1936. Da rilevare il crollo tra il 1951 e il 1971, ventennio in cui la popolazione si riduce di ben 1.505

 

​

​

[1] Nel fascicolo n.528 presso l’Archivio Comunale di Filattiera è presente la relativa documentazione che indica, in molti casi, la frazione di residenza e il mestiere del Consigliere. Tra i consiglieri socialcomunisti prevalgono operai e contadini e una minore scolarizzazione.

[2] Deliberazione del Consiglio Comunale n. 1 del 31 marzo 1946 in Delibere del Consiglio Comunale dal 31.3.1946 al 4.1.1947, schedato al n. 274, nell’Archivio Comunale di Filattiera.

[3] Deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 del 29 giugno 1946 in Delibere del Consiglio Comunale dal 31.3.1946 al 4.1.1947, schedato al n. 274, nell’Archivio Comunale di Filattiera.

[4] Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 13 luglio 1946 in Delibere del Consiglio Comunale dal 31.3.1946 al 4.1.1947, schedato al n. 274, nell’Archivio Comunale di Filattiera.

[5] Deliberazione del Consiglio Comunale n. 36 del 21 luglio 1946 in Delibere del Consiglio Comunale dal 31.3.1946 al 4.1.1947, schedato al n. 274, nell’Archivio Comunale di Filattiera.

 

Fondo
bottom of page