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33) Le elezioni politiche del 5 aprile 1992

Gli anni che precedono le elezioni politiche del 15 aprile 1992 sono anni di grandi cambiamenti storici e politici. Dopo le elezioni del 1987 il P.C.I. vede svanire la possibilità di entrare nell’ area di governo sulla scia del “patto di solidarietà nazionale”. Si consolida l’asse governativo democristiano-socialista nella coalizione governativa di “pentapartito” (DC,PSI,PSDI,PRI,PLI) in un contesto politico caratterizzato da una elevata conflittualità. Nei cinque anni che precedono le elezioni si succedono quattro governi a guida democristiana, in una situazione di permanente instabilità politica. Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino[1], tre giorni dopo Achille Occhetto (segretario del PCI succeduto a Alessandro Natta nel 1988) propone il nuovo corso politico che prelude al superamento del PCI. Il 3 febbraio 1991 al congresso di Rimini, il PCI delibera il proprio scioglimento e la costituzione del Partito democratico della sinistra (Pds). Il 27% dei delegati vota la mozione contraria alla nascita del nuovo partito. Questa minoranza insieme a Democrazia proletaria da vita al nuovo partito della Rifondazione Comunista.

Altro fatto politico di rilievo che precede le elezioni del 1992 è rappresentato dall’irruzione dei movimenti regionalisti nel Nord del paese. Alle amministrative del 1990 la Lega Lombarda in Lombardia ottiene il 21% dei voti, a Milano il 15%.

Il 9 giugno 1991 nel Referendum sulla preferenza unica, promosso dal democristiano Mario Segni, il 95,6% dei cittadini votano per limitare le preferenze dalle tre o quattro ad una sola; di fatto si trasforma in una riforma elettorale per il superamento del sistema proporzionale[2].

Le elezioni del 1992, le ultime che si terranno con la legge elettorale integralmente proporzionale, confermano la tendenza già emersa nelle elezioni precedenti verso una depolarizzazione e frammentazione del sistema partitico.

Le elezioni del 1992, che passeranno alla storia come le ultime della prima repubblica, vedono una partecipazione al voto ancora in calo (6,5 punti in meno del 1953) ma con percentuali ancora elevate (87,3%) e oggi impensabili. Sono le ultime con il sistema proporzionale.

I fatti significativi di queste elezioni sono la scomparsa sulla scheda elettorale del simbolo del PCI (tradizionalmente il primo simbolo in alto a sinistra) e la presenza dei due nuovi partiti nati dalla scissione: Pds che ottiene un modesto 16,1% e Rifondazione comunista (5,6%); sommati danno 21,7%, molto inferiore al 26,6% ottenuto dal PCI nel 1987, anno peraltro di sconfitta elettorale. Altro fatto di rilievo è l’irruzione sulla scena politica della Lega lombarda che a livello nazionale ottiene l’8,7%, localizzato nelle regioni del nord.

La Democrazia Cristiana con il 29,7% subisce una sconfitta elettorale simile a quella del 1983, perdendo il 4,6% di voti in particolare al Nord.

Il Partito Socialista di Craxi perde lievemente (- 0,7%) rispetto alle elezioni precedente e si attesta al 13,6%

Il Partito Repubblicano con il 4,4% cresce lievemente rispetto al 1987, così come il Partito Liberale (2,9%). Il Partito Socialdemocratico con il 2,7% si mantiene sui livelli precedenti.

Sostanzialmente invariati i risultati del Movimento Sociale Italiano (5,4%) e della Federazione dei Verdi (2,8%). La Rete di Leoluca Orlando già Sindaco di Palermo ottiene l’1,9% e la lista Pannella l’1,2%.

Altri 12 partiti non raggiungono l’1% dei voti validi. Prosegue la frammentazione partitica.

 

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[1] Nel 1945, poco prima della fine della seconda guerra mondiale, nel corso della conferenza di Jalta venne decisa la divisione di Berlino in quattro settori controllati e amministrati da Unione SovieticaStati Uniti d'AmericaRegno Unito e Francia. Il settore sovietico era il più esteso, e comprendeva i distretti orientali .Il muro di Berlino era un sistema di fortificazioni fatto costruire a partire dall’agosto del 1961 dal governo della Germania Est (Repubblica democratica tedesca, filosovietica) per impedire la libera circolazione delle persone tra (Repubblica Federale Tedesca, pro-occidente) e il territorio della Germania Est. È stato considerato il simbolo della cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

[2] Bettino Craxi (che invita gli italiani a non votare e ad “andare al mare”) e Bossi sono contro il Referendum; a favore oltre i referendari di Mario Segni e Pannella, il Pds di Occhetto. L’11 giugno 2011 la Repubblica titola in prima pagina “ grave sconfitta per Craxi e Bossi. Vince l’Italia pulita “.

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